Figli a carico a 25 anni: Guida alla comprensione delle normative fiscali

La condizione anagrafica dei 24 anni per considerare il figlio come a carico, con un limite di reddito aumentato fino a 4.000 euro anziché i tradizionali 2.840 euro che si applicano a tutti gli altri familiari a carico, ha effetto per l’intero periodo di 12 mesi a partire dal giorno in cui il figlio compie 24 anni, indipendentemente dalla data precisa. Allo stesso modo, l’anno successivo, quando il figlio compie 25 anni e viene superato il limite dei 24 anni, non sarà più possibile applicare il limite di reddito di 4.000 euro, ma si applicherà nuovamente il limite di 2.840 euro.

Figli a carico nella dichiarazione dei redditi: la differenza tra i minori e i maggiorenni di 24 anni In altre parole, nel caso in cui i figli percepano un reddito, quando si passa dai 24 ai 25 anni, e quindi diventa determinante ai fini fiscali la differenza tra un reddito fino a 4.000 euro o solo fino a 2.840 euro, la detrazione per il carico fiscale non viene suddivisa in base al momento esatto del compleanno, ma viene applicata uniformemente per tutti i 12 mesi. Spesso i genitori con figli che hanno un reddito sorgono dei dubbi pratici proprio quando si avvicina il 25º compleanno del figlio, in merito alla sua posizione come a carico o meno.

Modello 730 e figli a carico: cosa succede quando si compie 25 anni

Per comprendere meglio, facciamo un esempio: supponiamo che un figlio, nel 2022, abbia un reddito imponibile complessivo per l’Irpef di 3.500 euro e che sempre nel 2022 (ad esempio a giugno) compia 25 anni. Può essere considerato a carico o meno? Per essere più precisi, molti genitori si pongono il dubbio pratico se il figlio, ormai 25enne, con un reddito inferiore a 4.000 euro ma superiore a 2.840 euro, possa essere considerato almeno a carico per i mesi del 2022 in cui non ha ancora compiuto 25 anni.

La risposta è no. Partiamo dalla base normativa: a partire dal 1° gennaio 2019, il limite di reddito per essere considerati fiscalmente a carico è stato aumentato da 2.840,51 a 4.000 euro per i figli di età non superiore ai 24 anni. Quindi, in pratica, se prima del 2019 un figlio di 24 anni o meno avesse guadagnato 3.500 euro, non sarebbe stato considerato a carico dei genitori. Dal 2019, invece, sì: qualsiasi figlio che, fino ai 24 anni (cioè non ancora compiuti 25 anni), guadagni un reddito superiore a 2.840,51 euro ma inferiore a 4.000 euro, può essere considerato a carico dei genitori. Il dubbio, appunto, sorge sull’anno in cui effettivamente si compiono i 25 anni.

Figli a carico: l’età anagrafica vale per l’intero anno L’Agenzia delle Entrate ha affrontato la questione durante una sessione di Telefisco del Sole 24 Ore, spiegando che “l’aspetto anagrafico deve essere considerato valido per l’intero anno in cui il figlio raggiunge il limite di età, indipendentemente dal giorno e dal mese in cui ciò avviene”. Pertanto, per la dichiarazione dei redditi del 2023 (redditi del 2022), è sufficiente considerare quanti anni ha compiuto il figlio nel corso del 2022.

Quindi, se ha compiuto 25 anni nel 2022, il limite di reddito da considerare per determinare lo status di familiare a carico si riduce automaticamente da 4.000 a 2.840,51 euro, indipendentemente dal giorno e dal mese del compleanno. In altre parole, anche se il compleanno del figlio cadesse – per assurdo – il 31 dicembre, l’ultimo giorno dell’anno, per determinare l’ammissibilità della detrazione per l’intero anno verrebbe comunque verificato il superamento non dei 4.000 euro, ma dei 2.840,51 euro.