Le malattie professionali non sono mai state così numerose: nei primi otto mesi del 2026 l’INAIL ha ricevuto 74.542 denunce, il 16,3% in più rispetto al 2025. Se il tuo lavoro ti ha causato un disturbo alla schiena, alle mani, all’udito o ai polmoni, potresti avere diritto a un indennizzo. In questa guida trovi cosa sono, come si denunciano, quanto spetta nel 2026 e quali scadenze rispettare.
1. Cos’è una malattia professionale
Una malattia professionale (o “tecnopatia”) è una patologia causata dall’esposizione lenta e prolungata a un rischio presente nel lavoro. La differenza con l’infortunio sta nel tempo: l’infortunio è un evento improvviso e violento, la malattia professionale si sviluppa in mesi o anni.
Perché l’INAIL la riconosca servono tre elementi:
- una patologia accertata, documentata da un medico;
- un’esposizione a rischio nell’attività lavorativa (rumore, vibrazioni, movimenti ripetitivi, carichi, sostanze chimiche, polveri);
- il nesso causale, cioè il legame tra il lavoro svolto e la malattia.
Le regole di base sono nel Testo unico INAIL (DPR 30 giugno 1965, n. 1124) e nel D.Lgs. 38/2000. Le malattie infettive contratte al lavoro, invece, l’INAIL le inquadra come infortuni, non come malattie professionali.
2. I numeri del 2026
Le denunce crescono di oltre il 16% rispetto al 2025, e il 2025 era già stato l’anno record degli ultimi 26 anni.
| Periodo | Denunce | Variazione sull’anno prima |
|---|---|---|
| Gennaio–agosto 2026 | 74.542 | +16,3% |
| Gennaio–maggio 2026 | 49.522 | +16,8% |
| Gennaio–aprile 2026 | 38.992 | +17,7% |
| Anno 2025 | 98.312 | +11,3% |
| Anno 2024 | 88.338 | — |
Due cose da sapere per leggere questi numeri:
- le denunce contano le patologie, non le persone: nel 2025 i lavoratori ammalati sono stati 63.136, con una media di 1,6 denunce a testa, perché uno stesso rischio può colpire più parti del corpo;
- denuncia non significa riconoscimento: ogni pratica passa per un’istruttoria sanitaria e amministrativa, e i dati del 2026 sono ancora provvisori.
L’aumento riguarda tutta Italia: nel primo quadrimestre 2026 il Sud ha registrato +15,4%, il Nord-Ovest e il Centro +19,7%.
3. Malattie tabellate e non tabellate: le tabelle in vigore
Nel 2026 valgono le tabelle approvate con il decreto interministeriale del 10 ottobre 2023, rese operative dalla circolare INAIL n. 7 del 15 febbraio 2024. Hanno sostituito quelle del 2008 e si applicano ai casi manifestati dal 19 novembre 2023.
Le tabelle (una per l’industria, una per l’agricoltura) hanno tre colonne:
- la malattia;
- le lavorazioni che espongono a quel rischio;
- il periodo massimo di indennizzabilità dalla cessazione dell’attività a rischio.
Da qui nasce la distinzione più importante per il lavoratore:
| Malattia tabellata | Malattia non tabellata | |
|---|---|---|
| Cos’è | Patologia e lavorazione sono in tabella | Patologia fuori tabella, o lavorazione non elencata |
| Prova del nesso con il lavoro | Presunta per legge | A carico del lavoratore |
| Cosa serve dimostrare | Di aver svolto la lavorazione e di avere la malattia, entro il periodo indicato | Che il lavoro ha causato la malattia (documenti, testimonianze, perizie) |
Anche le malattie non tabellate si possono far riconoscere: lo prevede il “sistema misto” confermato dal D.Lgs. 38/2000. Serve però una documentazione più solida, ed è qui che l’assistenza di un patronato fa la differenza.
4. Le patologie più denunciate
Tre denunce su quattro riguardano muscoli, tendini e articolazioni. Nel 2026 la classifica non è cambiata.
| Gruppo di patologie | Denunce 2025 | Quota sui casi codificati | Esempi |
|---|---|---|---|
| Sistema osteo-muscolare e tessuto connettivo | 64.015 | 75,4% | Ernia discale lombare, tendiniti della spalla, epicondilite, artrosi del ginocchio |
| Sistema nervoso | 10.311 | 12,1% | Sindrome del tunnel carpale |
| Orecchio | 5.273 | 6,2% | Ipoacusia da rumore |
Seguono tumori professionali (oltre 2.400 casi, prima causa di morte tra i tecnopatici) e malattie respiratorie (circa 2.000 casi).
I settori più esposti sono costruzioni, manifattura e trasporti, ma il rischio riguarda anche agricoltura, logistica, sanità, pulizie e lavoro d’ufficio con movimenti ripetitivi.
5. Chi è tutelato dall’INAIL
Sono assicurati tutti i lavoratori che svolgono attività a rischio, tra cui:
- lavoratori dipendenti, anche part-time e a tempo determinato;
- lavoratori parasubordinati (collaboratori coordinati e continuativi);
- artigiani e coltivatori diretti, che lavorano manualmente nella propria impresa;
- soci di cooperative e di società che svolgono attività manuale;
- apprendisti, sportivi professionisti dipendenti, dirigenti e lavoratori dello spettacolo.
La tutela vale anche se hai cambiato lavoro o sei in pensione: conta l’esposizione al rischio negli anni passati, purché la malattia si manifesti entro il periodo previsto dalle tabelle (o se ne dimostri l’origine lavorativa).
Non sono coperti dall’INAIL i liberi professionisti iscritti a casse private, che hanno tutele proprie.
6. Come si denuncia una malattia professionale
La pratica parte dal certificato del medico e prosegue con la denuncia del datore di lavoro. In quattro passaggi:
- Certificato medico. Il medico (di base, competente o specialista) compila il certificato di malattia professionale e lo invia online all’INAIL, indicando diagnosi e possibile origine lavorativa.
- Avviso al datore di lavoro. Il lavoratore consegna il certificato, o ne comunica il numero, al datore entro 15 giorni dalla manifestazione della malattia. In ritardo si perde l’indennità per i giorni precedenti l’avviso.
- Denuncia del datore. Il datore trasmette la denuncia online all’INAIL entro 5 giorni dal ricevimento del certificato.
- Istruttoria INAIL. L’Istituto esamina la documentazione, può chiedere accertamenti e visita medica, e comunica l’esito per iscritto.
Se non hai più un datore di lavoro (sei in pensione, disoccupato o autonomo) puoi presentare tu la domanda all’INAIL, anche tramite patronato.
Documenti utili da raccogliere: certificati e referti medici, libretto di lavoro o estratto contributivo, buste paga, documento di valutazione dei rischi aziendale, cartella sanitaria del medico competente, nomi di colleghi che possono testimoniare le condizioni di lavoro.
7. Cosa spetta: indennità, danno biologico e rendita 2026
Quello che ricevi dipende da quanto la malattia ti impedisce di lavorare oggi e dal danno permanente che lascia. Dal 1° luglio 2026 tutte le prestazioni sono state rivalutate dell’1,4%.
Indennità per inabilità temporanea. Se la malattia ti costringe ad astenerti dal lavoro, l’INAIL paga dal quarto giorno il 60% della retribuzione media giornaliera, che sale al 75% dal 91° giorno, fino alla guarigione clinica.
Indennizzo per danno permanente. Dopo la guarigione l’INAIL valuta la menomazione in percentuale:
| Grado di menomazione | Cosa spetta |
|---|---|
| Fino al 5% | Nessun indennizzo |
| Dal 6% al 15% | Indennizzo in capitale (una somma unica) per il danno biologico |
| Dal 16% in su | Rendita mensile vitalizia: danno biologico più una quota per le conseguenze sul reddito |
Le novità economiche del 2026:
- danno biologico +1,4% dal 1° luglio 2026 (DM n. 98 del 3 agosto 2026, circolare INAIL n. 37/2026); gli arretrati sulle rendite arrivano con il rateo di novembre 2026;
- rendite rivalutate dell’1,4% (circolare INAIL n. 27/2026), con conguagli pagati d’ufficio ad agosto 2026;
- retribuzione di riferimento per le rendite (industria): minima 20.712,30 euro, massima 38.465,70 euro annui;
- assegno di incollocabilità: 312,55 euro al mese.
Sono previsti anche l’assegno per assistenza personale continuativa per i casi più gravi e la rendita ai superstiti quando la malattia causa il decesso del lavoratore.
8. Termini, prescrizione e ricorsi
Il diritto alle prestazioni si prescrive in 3 anni e 150 giorni. Il termine non parte dal giorno in cui ti ammali, ma da quando hai avuto conoscenza della malattia, della sua origine lavorativa e del fatto che sia indennizzabile.
| Scadenza | Termine |
|---|---|
| Avviso al datore di lavoro | 15 giorni dalla manifestazione |
| Denuncia del datore all’INAIL | 5 giorni dal certificato |
| Opposizione all’esito sanitario INAIL | 60 giorni dalla comunicazione |
| Azione in tribunale (giudice del lavoro) | Entro la prescrizione di 3 anni e 150 giorni |
| Revisione della rendita per aggravamento | Fino a 15 anni dalla costituzione della rendita |
Se l’INAIL respinge la domanda o riconosce una percentuale bassa, non fermarti: un’opposizione ben documentata, con una consulenza medico-legale di parte, può ribaltare l’esito. Se la malattia peggiora nel tempo, puoi chiedere la revisione e ottenere un indennizzo più alto o il passaggio dal capitale alla rendita.
9. Come ti aiuta il Patronato Denafa
Il patronato segue la pratica INAIL gratuitamente, dalla prima verifica fino all’eventuale opposizione. Nella sede di Nola possiamo:
- valutare se la tua patologia è tabellata e quali prove servono;
- raccogliere la documentazione lavorativa e contributiva;
- presentare la domanda all’INAIL se non hai più un datore di lavoro;
- seguire visite e istruttoria, e controllare il calcolo dell’indennizzo;
- presentare opposizione o chiedere la revisione per aggravamento.
Prenota una consulenza: 081 235 7348 · info@denafa.it
10. Domande frequenti
Posso denunciare una malattia professionale se sono già in pensione?
Sì. Conta l’esposizione al rischio negli anni di lavoro, entro i periodi previsti dalle tabelle o dimostrando il nesso causale.
Il mal di schiena può essere una malattia professionale?
Sì, se è una patologia accertata (ad esempio un’ernia discale lombare) legata a movimentazione di carichi o vibrazioni. È la malattia professionale più denunciata in Italia.
Se il datore di lavoro non fa la denuncia?
Il certificato medico arriva comunque all’INAIL. Puoi rivolgerti al patronato per sollecitare la pratica o presentare tu la domanda.
Quanto tempo ho per chiedere l’indennizzo?
3 anni e 150 giorni da quando sai di avere la malattia e che dipende dal lavoro.
L’indennizzo INAIL è tassato?
No, le prestazioni INAIL per malattia professionale non sono soggette a IRPEF.
Posso continuare a lavorare se ho una rendita INAIL?
Sì, la rendita è compatibile con il lavoro e con la pensione.
11. Fonti
- INAIL – Dati provvisori 2025 (Dati INAIL 1/2026)
- Relazione annuale INAIL 2025 – PuntoSicuro
- Dati INAIL gennaio–agosto 2026 – Soldionline
- Dati INAIL gennaio–maggio 2026 – Teleborsa
- Circolare INAIL n. 7/2024 sulle nuove tabelle – Certifico
- Danno biologico rivalutato dell’1,4% – IPSOA
- Rendite INAIL dal 1° luglio 2026 – Edotto